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Il pianeta dominante: la Luna

Questo luminare, in quanto a importanza simbolica, ha diritti d’uguaglianza con il Sole. Lo si studia per definire la sensibilità profonda, le emozioni fluttuanti, lo stato emotivo e il modo con cui viene espresso. Esalta o deprime l’espressione materna e, ampliando l’analisi, spiega i rapporti con la figura materna. Sintetizza le ansie, i timori profondi a cui, spesso, non sappiamo dare spiegazione immediata. Il ruolo della Luna è stato di primaria importanza nel processo d’identificazione delle corrispondenze astri-uomo. Alcune manifestazioni del mondo fisico terrestre, inoltre, sono chiaramente in rapporto con i suoi movimenti.

La posizione della Luna in un tema natale è molto importante, almeno quanto quella del Sole e dell’Ascendente, perché chiarisce la personalità del soggetto, quella subconscia in particolare. In un tema maschile essa rappresenta l’anima, ossia il principio femminile e fornisce indicazioni sulle forze inconsce del soggetto.
I caratteri fondamentali che caratterizzano la Luna dal punto di vista astrologico, sono: la femminilità, la passività, l’oscurità, la sensibilità, la fecondità, l’indolenza, l’instabilità e la capricciosità. Nell’antichità questo luminare è stato venerato più del Sole. A Babilonia la Luna era la divinità del mondo terrestre, mentre il Sole era quella del mondo sotterraneo. In Egitto era il contrario. Simboleggiava la potenza della vita che risorge, che rinasce dalla morte, processo le cui fasi sono assimilabili a quelle dell’astro notturno. Da sempre la Luna ha attratto l’interesse umano, anzitutto per la sua relativa vicinanza alla Terra e per la sua velocità; inoltre essa appare fisicamente mutevole. Oltre a questo, alcune manifestazioni del mondo fisico terrestre sono chiaramente in rapporto con i suoi movimenti: le maree soprattutto. È il principio femminile dell’universo, polare a quello maschile. Le attribuzioni astrologiche della Luna vengono confermate e chiarite dal ruolo attribuito a questo luminare nella mitologia e nella scienza. Secondo la tradizione egizia, lo scarabeo che rappresenta l’energia del Cancro è la forza vitale rigeneratrice, attraverso cui il Principio vitale opera le sue trasformazioni, passando dalla manifestazione sensibile (nascita), alla manifestazione sul piano non sensibile (morte), e viceversa. La Luna analogamente presenta tre facce: luminosa (Selene), crescente e decrescente
(Artemide) e oscura (Ecate).
La Luna era chiamata il frutto che si riproduce da se stesso: essa scende nel mondo della notte e risorge grazie alla propria potenza. In questo modo simboleggia la potenza della vita che risorge, che rinasce dalla morte. Essa scompare per tre giorni, per poi risorgere. Nel segno del Cancro, la Luna mantiene il suo significato originale di Madre delle entità umane. È l’energia dell’anima in quanto principio divino che partecipa dell’Essenza e della Sostanza.
I nativi Cancro, come la Luna dalle fasi mutevoli, sono instabili e versatili; tuttavia, radicati nella vita prepersonale, sono molto attaccati alle tradizioni e ai costumi, e influenzati dalle tendenze ereditarie.
I cancerini possono essere divisi nei tre aspetti della Luna: i Selene, tipi rari che si trovano nelle espressioni di certi artisti del suono e del colore. I tipi Artemide sono più numerosi. I meno evoluti si distinguono per il fatto che il carattere non è ancora completamente formato; sono semplici, molto sentimentali. L’abitudine e la sensibilità condiziona le loro reazioni. Rimangono attaccati a valori antichi, non amano prendere iniziative né effettuare cambiamenti su se stessi. Sono sempre indecisi, pieni di dubbi che possono divenire patologici. Gli Ecate sono coloro che, più che mai chiusi in se stessi, rifiutano l’evoluzione e adottano l’autolesionismo a tutti i livelli di vita.

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